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	<title>Dipendenze Patologiche Palermo &#187; ARTE E SALUTE</title>
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	<description>Dipendenze Patologiche Palermo</description>
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		<title>28 aprile 2021 Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 12:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Osservatorio Dipendenze</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE E SALUTE]]></category>
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		<description><![CDATA[28 aprile 2021 Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro   In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, la UOC Dipendenze Patologiche del Dipartimento Salute Mentale dell’ASP di Palermo, vuole ricordare che alquanto sensibile alla tematica, da diversi anni ha avviato un rilevante percorso di  cambiamento culturale per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2021/04/SALUTE-E-SICUREZZA-LAVORO.jpg" width="240" />
		</p><div>
<p align="center"><b>28 aprile 2021</b></p>
<p align="center">Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro</p>
<p align="center"><i> </i></p>
<p>In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, la UOC Dipendenze Patologiche del Dipartimento Salute Mentale dell’ASP di Palermo, vuole ricordare che alquanto sensibile alla tematica, da diversi anni ha avviato un rilevante percorso di  cambiamento culturale per mettere in atto le condizioni per costruire il benessere organizzativo e per promuovere competenze e consapevolezze (empowerment) nei propri lavoratori dipendenti relativamente alle scelte di salute. Il riferimento è al modello Workplace Health Promotion (WHP) raccomandato dall’OMS, che focalizza  specificatamente la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali delle malattie croniche e degenerative e la promozione dell’invecchiamento attivo e in buona salute; facilitando l’attivazione di processi e interventi tesi a rendere il luogo di lavoro un ambiente “favorevole” alla salute.</p>
<p>Una revisione di letteratura sottolinea che i programmi di promozione della salute nei luoghi di lavoro inerenti alla prevenzione del fumo, dell’ uso problematico di alcool, della scarsa attività fisica e dell’ alimentazione scorretta, hanno un’efficacia anche su una serie di outcome come la salute percepita, l’assenza da lavoro per malattia, la produttività sul lavoro, la work ability.</p>
<p><b>(2014) </b>Con<b> <i>L’arte che cura</i></b> l’ASP ha previsto l’istituzione del Ce.P.A.V. (Centro Permanente Arti Visive) per lo sviluppo di un Programma di azioni “Arte e Salute” che prevede l’uso prevalente dell’Arte Contemporanea e di metodologie creative, rivolte per varie finalità a diversi target. Gli operatori socio-sanitari sono compresi nel programma attraverso percorsi formativi volti a sviluppare azioni incisive di promozione della salute e di inclusione sociale attraverso modelli innovativi (pratiche creative e artistiche)  che favoriscano anche nuove forme di narrazioni del disagio e del concetto del “prendersi cura” da parte dei servizi e dell’intera comunità, esplorandone l’impatto soprattutto in termini di <i>umanizzazione</i> e miglioramento dei servizi erogati all’utente finale. Il programma, inoltre, mira alla costituzione di un team collaborativo interdisciplinare e interistituzionale (Artisti, Operatori della salute dell’ASP e del Terzo Settore &#8211; Persone in trattamento, Stakeholder) allo scopo di sviluppare le azioni in modo integrato.</p>
<p><b>(2016-2019) <i>Art and Social Change. A path to recovery </i></b><a href="http://www.artandsocialchange.eu/">www.artandsocialchange.eu</a> progetto pilota realizzato con finanziamenti europei che ha usato l’Arte Contemporanea per sviluppare benessere ed empowerment negli operatori socio sanitari dei Ser.D. partecipanti dell’ASP di Palermo e delle Comunità Terapeutiche. Gli operatori che lavorano con persone affette da patologie recidivanti e che richiedono lunghi processi di guarigione (come nel caso di persone affette da dipendenze patologiche e/o in doppia diagnosi) spesso si ritrovano da soli a portare avanti un lavoro gravoso e usurante dal punto di vista psicologico con conseguente demotivazione che produce inevitabilmente effetti involutivi sulla relazione terapeutica con la persona in cura. La metodologia sviluppata dal progetto e che ha visto scendere in campo artisti contemporanei di rilevanza internazionale si è dimostrata ampiamente efficace e si presta per essere replicata anche in altri contesti istituzionali come quelli educativi/scolastici (docenti delle scuole di ogni ordine e grado) o di altri servizi pubblici o di aziende private, ambiti in cui serve investire per lo sviluppo delle competenze trasversali e sulla motivazione per promuovere il benessere del personale e prevenire il burnout;</p>
<p><b> (2019-2020) <i>Ambienti Sanitari liberi dal fumo. </i></b>E’ un Progetto Obiettivo di PSN 2016 Az. 4.1.1 Obiettivo Centrale 4 <i>Promozione della salute in ambiente di lavoro e comunità</i> e Obiettivo Centrale 5 <i>Estendere la tutela dal fumo passivo in ambiente di lavoro</i>,<b> </b>realizzato<b> </b>da un gruppo di lavoro interaziendale ( Asp e Aziende Ospedaliere di Palermo, la Scuola di Specializzazione di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Palermo) che ha elaborato il “<i>Questionario sulla prevalenza dell&#8217;abitudine tabagica nei dipendenti dell&#8217;Azienda Sanitaria e delle Aziende Ospedaliere della Provincia di Palermo”<b> </b></i>e ha condiviso le modalità di<i> s</i>omministrazione del questionario e lo studio epidemiologico. Il 31 maggio 2020, in occasione della giornata mondiale senza fumo, è stato anticipato nei siti aziendali che sarebbe stato somministrato il questionario a partire dalla fine di giugno 2020, sempre nei siti web aziendali dell’Asp e delle Aziende Ospedaliere, nel Portale del dipendente. La compilazione del questionario è stata volontaria ed è avvenuta online, ha richiesto pochi minuti, qualche minuto in più per i fumatori,ed è avvenuta tramite un format che ha permesso di garantire la privacy in accordo con le normative vigenti. I dati dei questionari descrivono un profilo delle Aziende sanitarie rispetto all’abitudine tabagica dei dipendenti e danno informazioni importanti sul da farsi, permettendo di realizzare iniziative mirate di promozione della salute, che possano favorire la disassuefazione dal fumo e tutelare i non fumatori dalle emissioni, tenendo presente contestualmente le raccomandazioni che vengono dalle evidenze scientifiche sulle azioni di comprovata efficacia; tra queste prime tra tutte i gruppi per smettere di fumare e il consiglio breve da parte degli operatori sanitari;</p>
<p><b>(2020-2021)<i>Verso ambienti sanitari liberi dal fumo</i></b>. E’ un Progetto Obiettivo di PSN 2017 Azione 4.1.36 e rientra nel Programma Predefinito 3 <i>Luoghi di lavoro che promuovono salute</i> del nuovo Piano Nazionale Prevenzione 2020- 2025. In letteratura è riportato, secondo comprovate evidenze scientifiche, che un consiglio breve incrementa il numero dei fumatori che fanno seri tentativi di smettere. Gli operatori sanitari sono considerati una preziosa fonte per motivare i tabagisti a smettere di fumare per la relazione di fiducia che possono stabilire con le persone. L’utilizzo delle tecniche nella relazione di aiuto significativa favorisce l’aderenza alla terapia farmacologica e allo stile di vita salutare consigliato. Il Progetto <i>Verso ambienti sanitari liberi dal fumo<b> </b></i>è in corso di realizzazione ed è curato dal gruppo di lavoro interaziendale del Progetto precedente con la collaborazione del Cefpas, prevede n° 3 webinar , di cui il primo è stato realizzato il 31 marzo 2021, e n° 6 edizioni formative sulle tecniche del consiglio breve; ogni edizione sarà di 16 ore ciascuna e a distanza di un mese si realizzerà un incontro di supervisione di due ore per sottogruppo per un confronto sulla sperimentazione della tecnica. Ogni edizione prevederà massimo 25 partecipanti e sono previsti ECM per tutte le figure professionali;</p>
<p><b>(2020) <i>Pro…Muoviamoci</i></b>. Progetto per il contrasto alla sedentarietà e la promozione dell&#8217;attività fisica in ambiente di lavoro&#8221; che prevede l’attivazione di 3 tipologie di laboratori (Pilates, Cardio-fitness e Mindfulness) con l’obiettivo di offrire l’opportunità ai lavoratori dell’ASP di Palermo di promuovere la cultura del benessere nel luogo di lavoro;</p>
<p><b>(2020) </b><b><i>Avere cura di chi cura. </i></b>Il Dipartimento Salute Mentale in collaborazione con il Ce.P.A.V. sta avviando con l’Unità di Formazione dell’ASP il progetto “Avere Cura di chi Cura” replicando metodologia e azioni di <i>Art and Social Change. A path to recovery</i>. Il programma formativo è  destinato a gruppi misti  di operatori socio-sanitari provenienti dalle tre aree del Dipartimento (Salute Mentale Adulti, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza). Il percorso formativo oltre allo scopo principale legato al benessere degli operatori, consentirà ai gruppi misti di costruire senso di appartenenza (team building e migliorare le relazioni collaborative tra i servizi delle tre aree dipartimentali).</p>
<p><b><i> </i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><i>Nuove prospettive per favorire motivazione e benessere lavorativo              </i><i></i></p>
</div>
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		<title>Art and Social Change Project</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 13:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Osservatorio Dipendenze</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE E SALUTE]]></category>
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		<description><![CDATA[Art and Social Change – A path to recovery” KA2 STRATEGIC PARTNERSHIP PROJECT n° 2016-1-LT01-KA202-023234 Dal 6/02/2017 il Dipartimento Salute Mentale con l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche dell’ASP di Palermo è  in partnership con Casa dei Giovani di Bagheria per un interessante progetto europeo che svilupperà una metodologia di co-produzione in grado di offrire un programma di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/AS-logo-cmyk.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/AS-logo-cmyk.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1346" alt="as-logo-cmyk" src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/AS-logo-cmyk-276x300.jpg" width="276" height="300" /></a><a href="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/LOGO-Casa-dei-Giovani.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1351" alt="logo-casa-dei-giovani" src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/LOGO-Casa-dei-Giovani-300x261.jpg" width="300" height="261" /></a><a href="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/Intro_Erasmus11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1349" alt="intro_erasmus11" src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/Intro_Erasmus11-300x130.jpg" width="300" height="130" /></a></p>
<p><b>Art and Social Change – A path to recovery”</b></p>
<p>KA2 STRATEGIC PARTNERSHIP PROJECT n° 2016-1-LT01-KA202-023234</p>
<p>Dal 6/02/2017 il Dipartimento Salute Mentale con l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche dell’ASP di Palermo è  in partnership con Casa dei Giovani di Bagheria per un interessante progetto europeo che svilupperà una metodologia di co-produzione in grado di offrire un programma di formazione centrato prevalentemente sull&#8217;utilizzo delle ARTI e destinato ad operatori socio-sanitari che lavorano nelle  dipendenze patologiche  in fase di remissione e/o con doppia diagnosi.</p>
<p>Il primo incontro (KICK OFF MEETING) di avvio del progetto si è tenuto presso l’Università di Vilnius (Lituania) il 13-14 DICEMBRE 2016 e si concluderà all&#8217;inizio del 2019. Project leader è l’Università di Vilnius – VIKO.</p>
<p>Recentemente, dal 23 al 28 APRILE 2017 il PLG (Peer Learning Group) di ogni paese europeo coinvolto nel progetto, ovvero il  team collaborativo interdisciplinare composto da artisti, professionisti della salute e persone con dipendenze in recupero da lungo tempo, si è incontrato a Nottingham nell’ LTT Meeting e ha partecipato attivamente alla co-costruzione di visioni, linguaggi e metodi necessari alla costruzione del framework formativo destinato agli operatori socio-sanitari beneficiari diretti dell’intervento;</p>
<p><b>Le Organizzazioni partecipanti</b></p>
<ul>
<li>Vilnius University (VIKO) <a href="http://www.viko.lt/">www.viko.lt</a> Lituania</li>
<li>Manoguru <a href="http://www.manoguru.lt/">www.manoguru.lt</a> Lituania</li>
<li>Po.RE <a href="http://www.portraitsofrecovery.org.uk/">www.portraitsofrecovery.org.uk</a> Inghilterra</li>
<li>Art and Health South West  w<a href="http://www.artsandhealthsouthwest.org.uk/">ww.artsandhealthsouthwest.org.uk</a> Inghilterra</li>
<li>Casa dei Giovani <a href="http://www.casadeigiovani.it/vecchiosito/">http://www.casadeigiovani.it/vecchiosito/</a> Italia</li>
<li>La Maison de l’Image <a href="http://www.maisonimage.fr/">www.maisonimage.fr</a> Francia</li>
<li>Institute for Project Support and Competencies Development <a href="http://prokompetenz.de/"> http://www.pro-kompetenz.de/ </a> Germania</li>
</ul>
<p>“<b><i>ART AND SOCIAL CHANGE</i></b>” è un progetto che intende sperimentare i linguaggi dell’Arte come reali opportunità per adottare nuove forme di ascolto, di narrazione e di messa in scena dei bisogni, proprio per la loro capacità di interpretare in chiave estetica il disagio,  di mediare conflitti e  di suggerire nuovi stili di vita. L’idea nasce da una precedente esperienza progettuale dell’ASP promossa dall’UOC Dipendenze Patologiche dal titolo “<b>Palermo, uno sguardo a fuoco</b>-<b><i>Curare con la fotografia</i></b>” e vuole rispondere ai più recenti orientamenti sul tema delle dipendenze.</p>
<p>Elemento innovativo del Progetto è rappresentato dal <b>target</b> beneficiario, laddove, infatti,  l’arte è sempre stata utilizzata in favore dei pazienti, con ART and SOCIAL CHANGE il beneficiario diretto dell’intervento formativo è l’operatore che lavora in prima linea con il paziente in cura. Chi lavora a contatto con soggetti affetti da malattia mentale o da dipendenza patologica, deve confrontarsi quotidianamente con patologie e malattie correlate complesse. Le costanti ricadute e/o la lentezza che caratterizza i processi di miglioramento di tali target accrescono negli operatori un profondo senso di impotenza, favorendo il rischio di burnout e la successiva compromissione della relazione con il paziente. Emerge con forza il bisogno di sostenere e formare figure professionali in grado di erogare prestazioni di qualità, soprattutto intese in termini di capacità di accogliere il paziente nella totalità dei suoi bisogni, in un clima empatico centrato sulla relazione e su una comunicazione il più possibile bilanciata.</p>
<p>I più recenti studi sull&#8217;impatto dei trattamenti terapeutici sulla qualità della vita del paziente in generale, hanno evidenziato il passaggio da un approccio centrato sulla malattia (concetto del curare in senso stretto), ad uno orientato più sulla persona (concetto del prendersi cura).<br />
L’analisi di esperienze formative precedenti basate su approcci metodologici di tipo partecipativo, ha permesso di osservare l&#8217;efficacia in termini di rafforzamento della motivazione dei professionisti nel lavoro di cura. Le Arti Visive, correttamente utilizzate, sono a tutti gli effetti una metodologia di formazione efficace di tipo partecipativo.<br />
Inoltre, si ritiene che qualunque processo di cambiamento nella vita dei pazienti non può avvenire senza il coinvolgimento degli operatori, senza una formazione e condivisione preliminare che permetta loro di percepire l&#8217;importanza della metodologia che sarà utilizzata in azioni destinate ai target finali.</p>
<p align="center"><b>Perché questo progetto è innovativo?</b></p>
<p>ART and SOCIAL CHANGE è un progetto che presenta notevoli elementi di innovazione. Per quanto, infatti, esista una nutrita letteratura medica, che dimostri l’efficacia dell’<b>ARTE</b> nella sua accezione più ampia, nel campo della salute mentale, nessuna evidenza scientifica è ad oggi riscontrabile nel settore delle Dipendenze Patologiche. Anche nei Paesi anglosassoni, pionieri nelle ART for HEALTH (L&#8217;ARTE PER LA SALUTE) non sono state rilevate iniziative in tal senso.</p>
<p>Un secondo punto di forza del progetto è la costituzione di un <b>team collaborativo interdisciplinare composto da artisti, professionisti della salute e persone in recupero da lungo periodo (PLG)</b>. L’apprendimento peer-to-peer e la pratica dell’action learnig sono approcci metodologici attraverso il quale il team dovrà interagire al fine di sviluppare una percorso formativo innovativo e condiviso che possa generare benessere principalmente benessere e rimotivazione all’operatore. Grazie ad esso, persone con background molto diverso tra loro, dovranno<b> </b>condividere le finalità del progetto comune riconoscendo la dignità del contributo, dell’esperienza e della responsabilità<b> </b>degli altri. <b></b></p>
<p><b>L’artista &gt;</b> In quest’ottica, l’artista dovrà dare il proprio contributo senza dimenticare le caratteristiche proprie dell’ambiente sanitario e la necessità di incontrare i bisogni dei professionisti della salute e indirettamente degli utenti finali.</p>
<p><b>Gli operatori sanitari</b> &gt; A loro volta, anche questi dovranno essere orientati al dialogo, nel senso di disponibilità a comprendere realmente il potenziale trasformativo dell’arte nei contesti sanitari.</p>
<p><b>I pazienti riabilitati</b> &gt; di grande valore aggiunto, è il coinvolgimento dei long-term recovery, voce fondamentale che inverte la direzione del processo di cambiamento rendendola realmente sostenibile (bottom-up approach). A loro volta, essi saranno chiamati al dialogo, ad esprimere direttamente il loro bisogno di sostegno nel processo di recupero sociale.</p>
<p style="text-align: center;"><b> </b><b>In breve – le fasi del progetto</b></p>
<address style="text-align: left;"><b> </b><b>1. </b><b>Studio/Analisi</b></address>
<address style="text-align: left;"><b></b>-Rilevazione dello stato dell’arte e delle esigenze di formazione nel settore sanitario;</address>
<address>- Selezione degli artisti, degli operatori sanitari, e dei pazienti coinvolti nella progettazione del percorso formativo del personale (PLG: Peer Learning Group);</address>
<address> </address>
<address><b> </b><b>2. Online Community</b></address>
<address>-Costruire una comunità virtuale volta a condividere collettivamente le attività, le metodologie e i risultati del progetto in modo costruttivo;</address>
<address> </address>
<address><b>3. Pilot Training and Testing</b></address>
<address>- Sviluppo di una prima proposta di Training Framework;</address>
<address>-LTT Meeting: Co-costruzione di un metodo a favore degli operatori sanitari che lavorano direttamente con il trattamento e la guarigione negli adulti con dipendenze e /o doppia diagnosi;</address>
<address>-Studio e sviluppo di un metodo;</address>
<address>-Trasmissione della metodologia sviluppata agli altri professionisti della salute in ogni paese;</address>
<address> </address>
<address><b>4. Guidelines for decision makers</b></address>
<address>- Versione finale del metodo;</address>
<address>- Produzione di materiale didattico;</address>
<address>- Linee guida e direttive metodologiche per la pratica delle arti nel percorso formativo per gli operatori sanitari.</address>
<address> </address>
<p align="center"><b>Chi è il partner italiano</b></p>
<p><b>L’Associazione “Casa dei Giovani”</b></p>
<p>La “Casa dei Giovani” è un’associazione O.N.L.U.S. che opera sin dal 1983 con lo scopo principale di fornire a tutti i suoi utenti i supporti umani e psicosociali atti alla prevenzione, cura e riabilitazione del disagio sociale.</p>
<p>Essa è presente sul territorio nazionale con tre centri di accoglienza per il recupero delle tossicodipendenze (Bagheria, Mazara del Vallo, Matera), il progetto “Maddalena” (Bagheria) rivolto a donne vittime della tratta e della prostituzione, un progetto di Agricoltura Sociale (Castelvetrano) su terreni confiscati alla mafia volto al reinserimento socio-lavorativo di ex tossicodipendenti e soggetti svantaggiati, e la comunità alloggio “Casa Amaltea” (Bagheria) rivolta a minori abusati, trascurati o maltrattati.</p>
<p align="center"><b>In partnership con</b></p>
<p>L’<b>U.O.C. Dipendenze Patologiche </b>del Dipartimento di Salute Mentale Dipendenze Patologiche Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASP di Palermo.</p>
<p>L’U.O.C. Dipendenze Patologiche costituisce l’area dipartimentale proposta alla governance degli interventi in ambito assistenziale per le dipendenze patologiche da sostanza o senza sostanza, ha funzione di programmazione e indirizzo tecnico-professionale, di definizione dei protocolli operativi e linee guida, sistemi di valutazione e monitoraggio delle attività erogate dai servizi per le dipendenze. Dal 2012 al 2013 è stato ente attuatore del progetto “Palermo uno sguardo a fuoco”  rivolto a soggetti con dipendenze patologiche in carico nei Serv.T. dell’ASP di Palermo con l’obiettivo di favorire il loro reinserimento sociale attraverso un percorso formativo e di lavoro sul sé attraverso l’uso della fotografia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><i>Casa dei Giovani </i></strong></p>
<p><i>Via Massimo D’Azeglio, n. 50 (interno 21)  &#8211; Bagheria (PA)</i></p>
<p>http://www.casadeigiovani.it/vecchiosito/</p>
<p><i><a href="https://www.facebook.com/casadei.giovani.1/posts/231436647307950" target="_blank">https://www.facebook.com/casadei.giovani.1/posts/231436647307950</a></i></p>
<p><i>091/903068  -  <a href="mailto:info@casadeigiovani.it">info@casadeigiovani.it</a></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i> </i><strong><i>U.O.C. Dipartimento di Dipendenze Patologiche ASP Palermo</i></strong></p>
<p><i>Via Pindemonte, 88 – Pad. 22 (ex. P.O. Pisani) – Palermo </i></p>
<p><i><a href="http://www.dipendenzepatologiche.it/">www.dipendenzepatologiche</a></i><i>091/7033164  -  dipendenzepatogiche@aspppalermo.org</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(foto di gruppo durante il meeting e sui gradini di Vilnius Collage) Lituania</p>
<p><a href="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161214_135922_2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1345" alt="dav" src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161214_135922_2-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a> <a href="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161213_103042.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1344" alt="dav" src="http://www.dipendenzepatologichepalermo.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161213_103042-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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